“C’è Nunzia in cortile” di Marco Pelliccioli.

Marco-Pelliccioli-Cè-Nunzia-in-cortile-copertinapiattaPer parlare  di Marco Pelliccioli e del suo ultimo libro di poesie “C’è Nunzia in cortile”, si può partire da alcune frasi scritte nell’introduzione a firma di Maurizio Cucchi: “C’è una potenza, anche sinistra, anche violenta, che si esprime con saggia pacatezza…” e ancora “la poesia di Marco Pelliccioli porta sulla scena un gran numero di personaggi, una vera e propria folla…” La vena espressiva di Pelliccioli parte dal racconto, dalla quotidianità, da personaggi pacati e sfiniti. “C’è Nunzia in cortile” raccoglie i paesaggi a volte anonimi a volte pieni di vita di cortili e interi quartieri, dove le strade si snodano senza nessuna prospettiva inseguendo le gioie e i drammi nascosti in ogni angolo. Marco Pelliccioli nella sua poesia fa una scelta, reale e precisa, sceglie di raccontare in versi, attraverso la ruvidità della vita, lo spazio esistenziale degli umili, di migranti ed emarginati: “Straccia la ginestra/ sotto i sandali sgualciti:/ brucia la casa nel campo di confino/ scompare in lapilli sempre più lontani/ nel cielo che crolla…”.

                                                                                                                              Luca Minola

Terra

Naufragato nella periferia
un pescatore, i piedi mutilati,
mi indica un cortile, la bicicletta
al casolare diroccato: qualcuno si impiccò…

 

 

C’é Nunzia in cortile

C’è Nunzia in cortile,
con le mani lacerate, il bastone appeso al muro
l’acqua versata sulle ortensie.
Sembrano la terra le sue rughe rammendate:
boccioli di rosa appena pronunciati
grazia che splende alla fontana.

 

 

Quando mi prendi la mano

Quando mi prendi la mano
in via del Conventino
una palla rossa scende nei cortili
scorre tra limoni e praterie di girasoli
girandole, boccioli, lenzuola
appese dai balconi.
Poi il binario azzurro
smemora in un fischio
il treno per Lambrate.

 

Gli gnocchi

Con la pasta e le uova tra le mani
facevi rifiorire la mia infanzia…

Angiolina, a tagliare cento gnocchi,
le mani storte ai lavatoi, gli spari nel cortile,
a crescere tre figli nella Storia
quando le stelle decrepite dal tetto
nutrivano nel letto
la fame e il ricordo
di un padre morto ieri.

Oggi ci sei tu a donare questo seme:
un girasole dai sepolcri
fioriti in lettere d’amore
nel cielo.

 

Nota biografica.

12164893_10153604099000912_2043353301_oMarco Pelliccioli è nato a Seriate (Bg) il 25 novembre 1982. Per la poesia ha pubblicato Vapore metropolitano (Albatros, 2009), terzo classificato al Premio Mario Pannunzio di Torino 2009; C’è Nunzia in cortile (LietoColle, 2014), finalista al Premio internazionale di letteratura Città di Como, al Premio Mauro Maconi e vincitore del Premio Albero Andronico di Roma 2015. Per la narrativa ha pubblicato A due passi dal treno (Eclissi, 2015) romanzo segnalato dal Premio Italo Calvino 2014. Per la saggistica ha pubblicato Un dandy a teatro. Oscar Wilde e Woody Allen (MEF, 2008). Ha scritto La Patirazza, raccolta di poesia vincitrice del Premio Inedito Colline di Torino 2015. Ho catturato Coppulone!, sceneggiatura cinematografica con menzione speciale al Premio Inedito Colline di Torino 2014. In amore non si bara, atto unico teatrale finalista al Premio Inedito Colline di Torino 2010 e Schegge d’autore di Roma 2010. Suoi testi sono stati premiati e finalisti ai premi Lago Gerundo Europa e Cultura, Mario Soldati, Mario Pannunzio e sono apparsi in alcune antologie e riviste.