“Voce interrotta” di Mauro Germani.

arton261“Voce interrotta” di Mauro Germani si presenta come un’opera a più voci, realizzata fra i fantasmi e le orme del silenzio dell’autore. Pubblicata dall’editore Italic Pequod, nella sua veste sintetica e affinata, è un’opera ragionata, percorsa al suo interno da una scansione continua di testi, intervallati solo da brevi cambi di sezione, che pronunciano la lettura di questi versi, rendendoli trascendenti e in cerca di assoluto. Le poesie di Germani risultano schegge ferme percorse da brividi di buio interiore: “Sono tornate le voci/ e dicono fai presto/ fai presto tu che non credi/ ai mattini, conta ogni/ molecola, ogni supplica/ nella paralisi del buio,/ qui/ al centro del petto,/ adesso che sei nostro/ e ci ami,/ ci ami ancora/ come un bambino”. La soglia che oltrepassa la voce di Mauro Germani infonde la resa innocente di un pericolo ininterrotto, di un perduto alfabeto che può dare la chiave di lettura per questo percorso al buio, in una chiara terminazione del dolore. Inadatto al compromesso, Germani celebra con “Voce interrotta” una delle sue prove più energiche, votata alla lezione dolorosa, a una vita mortale che rifugge la salvezza: “perduto nelle differenze,/ nei salti d’alfabeto o/ nei sentieri tra l’erba,/ solo/ come tutti e nessuno/ senza la mia origine/ senza il mio vuoto/ di carne e d’ossa/ nelle sere dimenticate/ nell’alba,/ viandante di questa/ terra estrema,/ di questo incerto/ morire”.

                                                                                                                              Luca Minola